Nata nel 1968, è stata la prima manifestazione antiquaria ad avere cadenza regolare (non ha mai mancato uno solo dei suoi appuntamenti mensili) e successo duraturo in uno scenario unico: il cuore medievale della città di Arezzo e la sua Storia. Gli espositori sono ormai più di 500, arrivano da ogni parte d'Italia e offrono con i loro oggetti una panoramica assai ampia delle tradizioni culturali e dei consumi regionali e una fonte inesauribile di ricerca per i piccoli e grandi collezionisti L'affermazione nel tempo della manifestazione ha fatto si che, a fianco dell'esposizione all'aperto, crescesse il numero degli antiquari , da mostre di grande tradizione a botteghe antiquarie la cui impostazione rispecchia ancora in molti casi la stessa eterogeneità che si trova nella fiera antiquaria dove mobili, dipinti e oggettistica, diversissimi tra loro, non solo per epoca ma anche per qualità, sono mescolati in modo “disordinato” lasciando al visitatore il piacere della scoperta. Non mancano, infine botteghe di ricercatori e raccoglitori, negozi con prezzi selezionati che propongono più accentuate specializzazioni: dipinti dell'ottocento e novecento, libri antichi, strumenti scientifici, archeologia classica, vetrate liberty, stampe e affiches, oggetti art decò, modernariato, argenti, orologi e gioielli, visitando la sezione Espositori troverete indicazioni utili. Dagli etruschi, passando per i romani, fino ad arrivare al medioevo, Arezzo raggiunge uno splendore rimasto ineguagliato nei secoli a venire, tanto che ”… nel XIII secolo è piena di vita, di giostre, di tornei..”, come testimonia la rievocazione storica della Giostra del Saracino , antico gioco cavalleresco nato nel medioevo. Il commercio, è vivo e vigoroso, dà energia agli artisti del tempo chiamati a progettare palazzi e chiese, ad affrescare case e basiliche. Fioriscono le arti e cresce l'Università, nata nei primi anni del ‘200 e nella quale si forma la migliore intellighenzia dell'epoca. I nomi dei grandi aretini, universalmente noti, sono facili da fare: Francesco Petrarca, Piero della Francesca, Giorgio Vasari, Pietro Aretino, Guido Monaco. Il loro sapere basterebbe a riempire le stanze della cultura di qualsiasi nazione. Altri grandi artisti come Cimabue o Beato Angelico, il Rossellino, Della Robbia o Marcillat, qui lavorarono lasciando notevoli opere alla città. Lo spirito del Medio Evo, creativo e al tempo stesso, disciplinato, creano in Arezzo una città “a misura d'uomo”, dove le strade convergono verso l'alto, con il risultato che anche la vista tende verso il cielo; dove predomina l'irregolarità che crea uno straordinario effetto: l'armonia. Un'armonia che in Piazza Grande trova il centro della vita civile, qui i legami con il passato lasciano tracce indelebili in ogni pietra dei suoi palazzi, in ogni merlo delle sue case-torri, in ogni capitello delle sue chiese. Ecco che attraversare il centro storico di Arezzo è come fare un viaggio nella macchina del tempo. Girando l'angolo di un vicolo stretto, la luce cade radente, a volte accecante. In quelle strade pavimentate di pietre grigie, si riscopre d'improvviso la fatica della salita o il sollievo della discesa. Solo l'esperienza farà capire quando è il caso di diminuire il ritmo della camminata e quando è meglio abbreviare il passo. Ogni prima domenica del mese il salto nel tempo è più tangibile. Se per qualcuno è un tuffo nel passato, per altri è lo svegliarsi in un mondo studiato sui libri. Per tutti è sicuramente un'emozione vera, perché la “Fiera Antiquaria di Arezzo” si svolge nella straordinaria scenografia dell'antico borgo medievale. Nata nel 1968, ideata dall'antiquario e collezionista Ivan Bruschi (la cui casa, immenso scrigno di preziose collezioni, è ora una “casa-Museo”), la Fiera Antiquaria di Arezzo , è stata la prima manifestazione ntiquaria ad avere cadenza mensile regolare ed un successo duraturo e consolidato nel tempo.Un successo favorito dalle conoscenze, dalle sollecitazioni e dall'impegno entusiasta del suo ideatore, tanto da fare subito “notizia” come dimostra un cinegiornale “Radar” girato alla terza edizione della Fiera.Nei giorni della Fiera Antiquaria il piano inclinato ed irregolare di Piazza Grande, circondato da torri merlate e palazzi patrizi, sovrastato dalla mole austera della Pieve romanica e delimitato dalle Logge disegnate dal Vasari, torna ad essere “mercato” si popola, improvvisamente, di bancarelle, antiquari, collezionisti, curiosi e, naturalmente, turisti. I cortili ed i fondi dei palazzi, le Logge, brulicano di visitatori. I negozi si rianimano e i banchi colmi di oggetti di ogni tipo, invadono strade e viuzze, borghi e piazze di tutto il nucleo storico, trasformando la fisionomia della città.Gli espositori fissi, sono ormai più di 500, arrivano da ogni parte d'Italia ed offrono con i loro oggetti una panoramica assai ampia delle tradizioni culturali e dei costumi regionali. Non solo, grazie anche al successo dell'esposizione all'aperto, le botteghe dei restauratori e degli antiquari si sono moltiplicate. Oggi in Arezzo si contano oltre 100 negozi di antiquariato, un numero che in trent'anni di Fiera si è quasi decuplicato, basti dire che nel 1968 gli antiquari presenti in città, erano non più di quindici.La loro impostazione, in molti casi, rispecchia la stessa eterogeneità che si ritrova nella Fiera Antiquaria: mobili, dipinti e oggetti diversissimi tra loro, non solo per epoca ma anche per qualità, sono mescolati in modo “disordinato” lasciando al visitatore il piacere della scoperta. Accanto a queste botteghe di ricercatori e raccoglitori, numerosi negozi espongono pezzi selezionati di grande pregio e propongono più accentuate specializzazioni per collezionisti ed intenditori: mobili e suppellettili, nature morte, quadri a soggetto religioso, dipinti d'ogni epoca, e poi gioielli, orologi argenti, libri e stampe antiche, modernariato, strumenti scientifici, radio e grammofoni, strumenti musicali, giocattoli. Dall'edizione dell'ottobre 2001, un nuovo progetto di promozione e comunicazione, si prefigge di rendere più stimolante una visita alla Fiera, più lunga e gradevole la permanenza in città, grazie al contributo di alcuni eventi collaterali progettati per attrarre un pubblico colto e sempre nuovo. Ogni prima domenica del mese (e sabato precedente), sono più di 20.000 - con punte di oltre 30.000 - le persone che visitano in media ogni manifestazione. La caccia all'oggetto pregiato, alla curiosità, al “pezzo” mancante di una preziosa collezione, si apre già durante la sera precedente l'apertura del mercato - quando la merce è ancora imballata sui camion – e si chiude, spesso dopo accese contrattazioni, al tramonto della domenica. Come ci testimonia la scrittrice americana Frances Mayes nel suo libro “Beautiful Toscana“ si può certamente affermare che in ogni casa intorno ad Arezzo , da sotto Roma, fino ad oltre Firenze, ci sia sicuramente un oggetto, un quadro o un mobile, trovato e acquistato alla Fiera Antiquaria di Arezzo , la più antica, la più grande